ABOUT

Marco Arcieri è nato a Roma dove ha compiuto i suoi studi musicali, prima alla Filarmonica Romana sotto la guida del Maestro Mons. Pablo Colino, poi con vari pianisti concertisti ed accademici, in Italia e all’estero.

Marco Arcieri è un interprete della musica di Chopin unico nella sua esclusiva focalizzazione sulle opere del grande compositore polacco.

Già considerato fin da piccolo un gran talento musicale, il pianista ha seguito anche un’altra passione, quella dell’ingegneria. Coltivando costantemente la musica e l’approfondimento del grande musicista polacco, ha condotto il suo studio di progettazione fino a pochi anni fa quando lo ha chiuso per potersi dedicare a tempo pieno allo studio e all’esecuzione della musica di Chopin. Solo da qualche anno quindi condivide con il pubblico questo studio di una vita.

Riconosciuto subito come sensibile e raffinato interprete, Marco Arcieri è stato scritturato per eseguire, come unico solista, la completa opera pianistica di Chopin nel Castello dell’Imperatore di Prussia a Berlino dove esegue due concerti  all’anno da diverso tempo fino a completare l’opera omnia del suo compositore preferito, ha suonato il repertorio Chopiniano in diverse città del mondo ed in particolare nel 2021 ha eseguito due concerti a Roma, al Teatro Olimpico e alla Filarmonica Romana su richiesta del Maestro Pablo Colino per celebrare il compimento della sua lunga carriera di musicista, di Maestro di Cappella Emerito del Vaticano e di Maestro dei cori della Filarmonica Romana.

Il pianista ha dedicato la sua vita musicale allo studio di Chopin, ha immerso se stesso così tanto nella sua personalità e nel suo carattere che, quando ne suona la musica, si sente in casa propria visto che Chopin è diventato una parte essenziale della sua esistenza.

Marco Arcieri studia i testi musicali chopiniani sul suo Pleyel del 1845 identico a quello su cui Chopin compose e suonò: questo gli permette di ascoltare quella musica con la stessa sonorità, gli stessi colori e timbri che il compositore riceveva al proprio orecchio e al cuore da quello strumento.

Il Pleyel che Marco Arcieri suona per provare i pezzi è stato restaurato da lui stesso smontando completamente la meccanica, molto diversa dagli attuali pianoforti. 

Chopin è una parte essenziale della MIA esistenza.

Così come Chopin descrive il pianoforte come il suo “secondo io”, anche io, quando mi siedo al pianoforte, divento un tutt’uno con il mio strumento.

Ho dedicato la mia vita musicale allo studio di Chopin, ho immerso me stesso così tanto nella sua personalità e nel suo carattere che, quando ne suono la musica, mi sento a casa mia.

Studio sul mio Pleyel del 1845 come quello su cui Chopin compose e suonò: questo mi permette di ascoltare quella musica con le stesse sonorità, colori e timbri che il compositore riceveva al proprio orecchio e al cuore.

Highlights

recensioni · interviste · pensieri

leggi